4. Mamma, donna e compagna

settembre 21, 2017
  • Eccoci giunti con Anna al nostro terzo appuntamento sul tema “Genitori consapevoli e felici” che ha inaugurato il nostro blog.

    Concludiamo riflettendo su questi ultimi tre aspetti, fondamentali per favorire la serenità e il benessere e che ci riportano a lavorare su noi stesse, madri ma anche donne e compagne.

    1. Sviluppa un autodialogo interno positivo. Ciò significa imparare a guidare la nostra mente, a non ascoltare quella vocina interna che ci parla e spesso ci giudica negativamente ma, al contrario, dire a noi stesse che siamo brave, che siamo abbastanza, che stiamo facendo del nostro meglio. Incoraggiarci, complimentarci con noi stesse, valorizzare i risultati ottenuti dandoci delle piccole gratificazioni, è un ottimo modo per ricaricarci e rimotivarci. Praticare quotidianamente questa abilità ti consentirà di farla divenire una sana abitudine.
    2. Proteggi l’intimità della coppia. Tenere distinti il ruolo di madre da quello di donna e compagna è fondamentale, così come continuare a dare valore allo stare insieme. Come? Programmate nel mese, inserendoli come priorità, dei momenti da dedicare alla coppia, fate delle cose insieme, regalatevi piccoli gesti o brevi messaggi che dimostrino il vostro affetto. Tenere vivo l’interesse per l’altro ci permette di stare bene e non annullarci come patner nel nostro ruolo di genitori.
    3. Trovare spazio per la crescita personale. Non abbandonare il lavoro se questo ti fa sentire realizzata e indipendente. Custodisci i tuoi sogni, i tuoi obiettivi (un interesse particolare, un hobby, un viaggio,…) e ricerca piccoli spazi per continuare a programmarli e realizzarli.

    A seguire nel testo potrai trovare due esercizi utili per allenarti nella pratica di questi aspetti. Per eventuali domande, chiarimenti, suggerimenti o semplicemente per condividere la tua esperienza puoi scriverci a info@ricarello.it

    Se gli argomenti proposti ti interessano e desideri approfondirli ti lascio qualche suggerimento bibliografico e ti aspetto agli incontri di “Discorsi da gandi… in libreria”, da Ottobre 2017 presso la libreria Ricarello (trovi tutte le info nel sito).

    Bibliografia per adulti:

    Ascolta i grilli e scendi dall’ottovolante. Manuale di indipendenza emotiva di Debora Conti

    Letture da fare insieme ai bambini:

    La grande fabbrica delle parole di Agnès de Lestrade e Valeria Docampo

    ESERCIZIO 1

    Qualche semplice consiglio per poter educare la nostra voce interna e trasformarla in una voce amica.

    1. La prima cosa è ascoltala. Prova ad ascoltare quello che la tua mente ti dice, magari prendi persino nota di quello che ti sei detto e rileggilo; rimarrai stupito dell’effetto che ti farà perché vedrai nero su bianco le frasi che ti dici e forse ti renderai anche conto chealle volte sei il giudice peggiore di te stesso.
    2. Valuta quello che hai notato con una certa obiettività con un certo distacco. Prova per esempio a pensare “questa cosa la direi io ad un altro?”, “proverei a dire una frase del genere ad una persona a cui voglio bene?”. Questo distacco e l’uscire dalla condizione di inconsapevolezza ti permette di osservare quante volte i tuoi giudizi siano molto più duri nei confronti di te stesso di quello che sarebbero nei confronti di qualcun altro.
    3. Prova a confutare questi giudizi che emergono. Chiediti ” E’ proprio così? E’ sempre così?”. L’obiettività serve a reagire ad un giudizio troppo duro e ad avere la capacità di tenerlo a bada. Aggiungi la parola ma alla fine della frase. Se alla fine del dialogo interno negativo aggiungi la parolina magica ma, sarai portato in automatico a completare la frase con qualcosa di positivo.
    4. Esercitati. Sviluppa una pratica per cui non sopprimi l’autodialogo ma lo ascolti, lo giudichi con più obiettività e cerchi di confutarlo quando non è finalizzato a migliorare la tua condizione o il rapporto con te stesso.
3. Come organizzare il tempoCalendario eventi ottobre 2017
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