5. Sport e bambini

ottobre 24, 2017
  • Oggi Vi presentiamo la Dottoressa Sara Colognesi (http://www.saracolognesi.it/), psicoterapeuta e psicologa dello sport, che per la nostra rubrica “Discorsi da grandi” ha curato un interessante articolo dal titolo:

    Sport e bambini. Come scegliere l’attività sportiva con i propri figli e le proprie figlie. Piccola mappa per navigare le tante discipline disponibili.

    Danza o rugby? Nuoto o karate? Navigare il mondo delle offerte sportive per i più piccoli e le più piccole non è affatto facile. Le possibilità sono molteplici e si vuole naturalmente offrire il meglio ai propri figli e alle proprie figlie. Come fare? Insieme tenteremo di tracciare alcune rotte che possano facilitare questa scelta.

    I punti cardinali della nostra bussola:

    • L’attività sportiva e l’esercizio fisico dovrebbero fare parte della routine di ogni essere umano, di qualunque età.
    • L’esperienza sportiva fatta durante gli anni formativi condiziona fortemente il rapporto che avremo con l’attività fisica quando saremo adulti.
    • Non deve mai mancare il divertimento
    • Non esistono sport migliori o peggiori di altri

    Dai 3 ai 5 anni

    In questa fascia di età la cosa più importante è l’esplorazione: di se stessi, del proprio corpo, dei propri limiti e delle proprie possibilità. Al bando attività specialistiche e ripetitive, sì a percorsi di psicomotricità a corpo libero, con musica, storie, forme e colori e in cui i bambini e le bambine possano divertirsi, utilizzare il corpo per saltare, rotolare, scivolare: possano insomma esprimersi liberamente ma in un contesto sicuro ed educativo. Un appuntamento di una volta a settimana è più che sufficiente.

    Dai 6 ai 12 anni

    A partire dai 6 anni è possibile dedicarsi ad una attività più specialistica e, quindi, scegliere (intanto temporaneamente) uno sport. Ma attenzione! Le linee guida del CONI specificano chiaramente che in questa fascia di età l’approccio deve essere propedeutico e orientato al gioco e al divertimento e non all’agonismo. In altre parole, vanno bene sport in cui siano comunque previste partite o gare, ma senza fare pressioni sui ragazzi e le ragazze sull’ottenere vittorie o risultati e con non più di due appuntamenti settimanali per l’allenamento.

    Personalmente consiglio sempre di privilegiare attività che non creino segregazione di genere tra maschi e femmine. I ragazzi possono tranquillamente fare le stesse attività sportive delle ragazze e viceversa.

    Se Matteo vuole fare danza classica e Barbara giocare a calcio, assecondiamo i loro desideri con entusiasmo. Cosa ne sarebbe stato di Roberto Bolle e Carolina Morace se i loro genitori avessero rifiutato di supportarli nelle loro passioni?

    Lasciamo che siano i giovani e le giovani a scegliere l’attività che preferiscono e cerchiamo di non influenzarli con le nostre preferenze, o costringerli a seguire tradizioni di famiglia. A settembre, tutte le società permettono di fare allenamenti di prova, ed è un ottimo momento per assaggiare tutti i gusti possibili prima di scegliere il proprio preferito.

    All’eterna domanda: sport di quadra o individuale, rispondo: quello che preferisce vostro figlio o vostra figlia. Entrambe le categorie forniscono opportunità di crescita e di sviluppo di competenze di vita, sono i ragazzini e le ragazzine che vi diranno dove si sentono più a proprio agio.

    Dai 13 anni

    L’adolescenza è ovviamente l’età critica per tutto. Ci ricordiamo com’era a quell’età? Non è facile praticare uno sport con un corpo che fa dei cambiamenti, a volte anche repentini. Non è un caso che l’adolescenza sia proprio il periodo più a rischio per l’abbandono sportivo.

    Di nuovo, cerchiamo di essere di supporto ai nostri figli e alle nostre figlie: se per qualche motivo non se la sentono più di praticare uno sport organizzato, cerchiamo comunque di favorire una vita attiva e sana, in attesa che scelgano una nuova attività regolare.

    Per i giovani campioni e campionesse, invece, questo è il momento in cui si può concentrarsi sul diventare dei veri agonisti, se questo è il loro sogno.

    In conclusione qualche altro consiglio:

    • L’attività fisica deve essere SEMPRE presente e NON DEVE diventare merce di scambio con i ragazzi e le ragazze per ottenere altre cose. Mai dire “se non fai i compiti non ti porto ad allenamento”, piuttosto “più tardi hai allenamento, come ti sei organizzato/a per i compiti”? A maggior ragione per bambini e bambine con disturbi dell’apprendimento lo sport è molto importante per un migliore rendimento e la costruzione di una identità competente.
    • Una volta che avete scelto la società sportiva o la scuola a cui affidarvi lasciate che gli allenatori/trici o istruttori/trici facciano il loro lavoro. Seguite i loro consigli e semplicemente godetevi l’allegria di vostro figlio o vostra figlia alle prese con il proprio sport.
    • Ricordiamoci che i più piccoli imparano più dal nostro comportamento che dalle nostre parole. Se vogliamo che abbiano una vita sana, siamo noi adulti i primi che dobbiamo dare il buon esempio praticando una attività fisica appagante.
    • Non lasciatevi frenare da eventuali problematiche di salute dei vostri piccoli, come per esempio asma o allergie: oggigiorno esistono attività adatte a tutti, basta solo cercarle e poi praticarle con entusiasmo.

    Infine, ricordiamo che si può sempre cambiare idea e che un/a piccolo/a judoka potrebbe diventare un giorno un/a super tennista.

    Se gli argomenti proposti ti interessano e desideri approfondirli ti lascio qualche suggerimento bibliografico e ti aspetto agli incontri di “Discorsi da gandi… in libreria”, da Ottobre 2017 presso la libreria Ricarello (trovi tutte le info nel sito).

    Letture da fare insieme ai bambini:

    Viva la danza! Didier Lévy, Magali Le Huche (trad. Tommaso Guerrieri), Edizioni Clichy, 2017

    “Ci sono un sacco di bambine che lo guardano con gli occhi sgranati! E un sacco di bambine che bisbigliano alle sue spalle! Ettore vorrebbe andare via. Ma appena sente suonare il pianoforte e appena vede gli arabesque: COLPO DI FULMINE! Da quel momento in poi, Ettore fa tutto danzando…”
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